ROMA - Non più carta in farmacia. La ricetta diventa digitale e viene inviata alla Asl, al ministero del Tesoro e in un circuito da cui il farmacista potrà estrarla. L'accordo arriva con cinque anni di ritardo e riguarda il biennio 2006/7.
AMBULATORI - Oltre alla ricetta online serve la riorganizzazione della medicina di base. I medici dovranno partecipare insieme a pediatri e specialisti ambulatoriali alle Uccp, unità complesse per le cure primarie, anche per assicurare la copertura dei pazienti 24 ore su 24.
ESPERIMENTI - Esistono già esperienze ben avviate (Veneto e Toscana), ma l'aggregazione in una sorta di poliambulatorio è uno dei tasselli di un piano più complessivo che prevede la riorganizzazione del sistema, basato sui servizi del territorio. Un progetto ad ampio respiro che comporta la chiusura dei piccoli ospedali con un numero di posti letto tale da non garantire sicurezza e qualità delle cure.
I TEMPI - Il passaggio alla ricetta online dovrà essere predisposto da un sistema concordato fra Regioni e governo. Si calcola che oggi il 70-80% dei medici di famiglia siano informatizzati anche se non tutti usano il web. «In Lombardia la ricetta elettronica è una realtà - dice Mauro Martini, presidente di Snami - C'è però il doppio binario: la carta non è stata sostituita perché non è stato risolto il problema legato alla firma elettronica, che manca di valore giuridico. In ogni caso la Regione mantiene il controllo delle prescrizioni. Per quanto riguarda le unità di cure primarie, l'associazionismo obbligatorio non è ben visto e non siamo convinti si tratti di un vantaggio per il cittadino».















